PAROLA, MUSICA E BELLEZZA: AL LICEO ARTISTICO LIBRIAMOCI, CON ANTONIO PUTZU


 

Per il quarto anno consecutivo ho scritto per la nostra scuola il progetto “Libriamoci”, volendo dare a racconti e poesie l’opportunità di appagare il desiderio dei nostri alunni lettori, conscio o inconscio. Come? Ad esempio attraverso l’attivazione della fantasia, che scaturisce da un testo, e che si traduce, negli studenti del Liceo Artistico, in schizzi, scatti fotografici, progetti creativi di vario genere. E sul terreno della creatività e della bellezza ci incontriamo, con il supporto della curiosità, della meraviglia, dell’emozione. Per incoraggiare i miei studenti alla lettura, quando essa è ostica e troppo difficile, dico che è come se dovessimo scalare una montagna altissima, e ci manca l’aria. La scuola fornisce strumenti per “attrezzarsi” contro le difficoltà. Ma non dobbiamo dimenticare che la bellezza può raggiungerci attraverso un particolare anche piccolo, attraverso un dettaglio, ed è come se noi, nella faticosa scalata, a un certo punto, attaccati a quel dettaglio come ad un appiglio nella roccia, riusciamo almeno a dare un’occhiata al panorama.

Attingere alla bellezza di una poesia, profondarsi nei suoi significati, a più livelli, non è cosa scontata per uno studente, e spesso mi sono fatta aiutare, nel mio percorso di insegnamento, dalla musica, in diverse direzioni, con ascolti a scuola diversificati e coordinati ai testi. È un fatto naturalissimo. Il legame tra verso e musica è forte, innegabilmente. Lo scriveva Paul Verlaine, a proposito dell’arte poetica, “De la musique avant toute chose”; Alda Merini, similmente, in un suo suggestivo testo scrive “Il volume del canto mi innamora/ come vorrei io invadere la terra/ con i miei carmi e che tremasse tutta/ sotto la poesia della canzone”.

Coniugare le due esperienze, della musica e della lettura, per me un sogno nel cassetto, ha trovato compimento in una delle tante possibili forme, grazie al musicista con il quale quest’anno ho scritto e realizzato il progetto “Libriamoci” del Liceo Artistico “Di mare e di vento, la Sicilia in musica e versi”. Per applicare, tra l’altro, la ricerca della bellezza alla nostra isola, attraverso storie, libri e melodie. Antonio Putzu, polistrumentista e ricercatore, cultore e strenuo difensore del dialetto e della tradizione musicale siciliana, vanta interessanti esperienze in più ambiti musicali (tra i quali la world music) ed artistici in genere. Accettando di partecipare al nostro “Libriamoci” come lettore volontario ha preso in carico l’idea e l’ha arricchita progressivamente di spunti originali. In particolare, l’evento in presenza è stato costruito a quattro mani (Arizzi-Putzu), bilanciando le parti letterarie e quelle riferite alla musica, con un dinamico alternarsi di temi, voci e toni, con una tessitura volta ad integrare cultura, melodia ed emozioni.

Le aspettative non sono rimaste deluse. La mattina del 16 novembre 2019, presenti (e parte attiva) il Dirigente Scolastico, prof.ssa Delfina Guidaldi, e una nutrita platea di studenti e professori, l’evento ha impegnato due ore e mezza circa, nell’Aula Magna del plesso di Via Gramsci, calamitando l’attenzione del pubblico e stimolandone la partecipazione. Motivo conduttore la Sicilia, l’amore per la terra natìa e il dolore di lasciarla, il fascino dei suoi paesaggi, il mare e il vento.  Nel programma della mattinata si sono alternati: testi del canone letterario, letti dalla Dirigente e dai professori, resi suggestivi dalle note del maestro Putzu; un ricco e sorprendente laboratorio musicale tenuto ancora da lui con i suoi strumenti a fiato, non solo siciliani ma provenienti da tutto il mondo (friscalettu, duduk, mizmar, xaphone, zampogna, ciaramella, whistle irlandese…), e inoltre una briosa lezione sulla melica della Sicilia, sul dialetto e sulla tradizione popolare, sempre a cura di Antonio Putzu, che nessuno dei presenti dimenticherà.

Accolto con grande calore, omaggiato con diverse realizzazioni artistiche interamente create per lui dagli alunni, Antonio Putzu ha manifestato apprezzamento sincero per il lavoro svolto dalla nostra scuola, -che si è distinto- a suo dire -per l’armonizzazione e il coordinamento di tutte le parti.

Lui è riuscito, dal canto suo, a raccontarsi con naturalezza, disinvoltura e spiccata capacità comunicativa; nel contempo ha saputo trasmettere il suo entusiasmo e la sua gioia di raccontare in musica la Sicilia.

Poesie e melodie intense sono state veicolo per la riflessione sull’identità della nostra terra, in un connubio di parole e di note, di cultura e di emozione.

 

 

   


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