OMAGGIO A DANTE


Si prova soggezione a scrivere di Dante, non si è mai all’altezza. È difficile aggiungere le proprie parole alle tante, più degne parole, che hanno accompagnato il sommo poeta e i suoi versi in secoli di storia. Ma è un anno speciale, il 2021, l’anno in cui ricorre il settecentenario della morte di Dante e piace comunicare che anche l’I.I.S. “R. Guttuso” di Milazzo, sincronizzato lunedì 22 marzo con l’apertura nazionale delle celebrazioni, Futura Dante live, ha in cantiere iniziative ed omaggi. Ci aspettano i prossimi mesi, fino all’autunno, per soffermarci sul sommo poeta e per appassionarci alla sua poesia. Dal dialogo tra il team dei docenti di lettere e i professori delle discipline di indirizzo stanno fiorendo idee originali e la macchina dei lavori è avviata, in ambedue le anime del Guttuso, il Liceo Artistico e l’Ipsceoa. L’auspicio è che i progetti possano essere condotti nei laboratori con la presenza degli alunni e che siano coronati da eventi vissuti tutti insieme in operosa convivialità.

Intanto nel Dantedì, il 25 marzo scorso, alle ore 11:00, i nostri studenti hanno partecipato da remoto, ma dal vivo, a uno spettacolo dedicato al V canto dell’Inferno, sul canale YouTube di Piemonte dal Vivo, messo in scena dall’attore Saulo Lucci. L’iniziativa, promossa dalla nostra Dirigente, prof.ssa Delfina Guidaldi, ha riscosso approvazione e interesse generali, per l’approccio leggero e godibile nel trattare la vicenda di Paolo e Francesca, una tra le più conosciute e amate della Commedia. La piece è stata arricchita, inoltre, da un accompagnamento musicale interessante e dalle chiose dell’attore nel dialogo finale -via chat- con il pubblico.

Sette lunghi secoli sono passati e indubbiamente la poesia dantesca presenta ai lettori difficoltà; quelle di costrutto sintattico e di lessico possono essere smorzate con la lettura ad alta voce a scuola, con l’esegesi dei professori, con le note e con i commenti dei libri. Per tutti i giovani, anche se quindici-diciannove anni sono troppo pochi per comprenderli in tutta la loro complessità, l’incontro scolastico con i versi di Dante è un’opportunità da cogliere nelle sue molteplici sfaccettature e implicazioni, è una porta d’accesso alla bellezza. Nel tempo, e fino ai nostri giorni, all’opera di Dante si è accostata l’opera di illustratori, pittori, scultori, artisti in genere, di linguisti, di commentatori, di romanzieri, di musicisti, di attori, con elaborazioni e rielaborazioni pregevoli, spesso ispirate dal simbolo e dall’allegoria. Mille scenari possono aprirsi da un testo complicato e stratificato come la Divina Commedia, dove, nelle tre cantiche, si dipana una summa di saperi inerenti politica, cronaca, letteratura, filosofia, teologia, logica, astronomia… La società di Alighieri, molto diversa dalla nostra, viene studiata nei suoi aspetti peculiari, senza banalizzazioni o superficiali attualizzazioni, tuttavia in alcuni casi è possibile attualizzare Dante, anzi questa può essere la via privilegiata per avvicinare gli studenti alla poesia. Ma perché leggere ancora Dante, oggi, quali sono le ragioni per cimentarci in un confronto tra il suo passato e il nostro presente? Si potrebbero dare diverse risposte. Una ragione è perché Dante siamo noi (R. Luperini): tutte le volte in cui parla di rapporti umani e di passioni di qualunque natura (amicizia, amore, gratitudine, speranza, ambizione, invidia, superbia, gelosia, gola, avarizia…) il sommo poeta intercetta corde sensibili del nostro animo. Altre due ragioni, scrive sempre Romano Luperini, sono date dal fatto che Dante ha il fascino delle cose antiche e che Dante possiede una bellezza che innamora. (“Anche a sedici o venti anni ci si può innamorare di un verso”, A. Brasioli). Gli studenti sono agganciati dal testo e si attiva in loro un dinamismo che consente di appagarsi e di apprendere: la bellezza raggiunta accresce il desiderio e il desiderio li mette in condizione di continuare il percorso intrapreso. Nella Divina Commedia i lettori trovano parole che diventano segna-libro della loro memoria. Dante le ha adoperate per esprimere l’anelito di conoscenza e di forza di chi nella vita non si ferma (Considerate la vostra semenza: /fatti non foste a viver come bruti, /ma per seguir virtute e canoscenza“, Inf, XXVI, vv.118-120), per sublimare l’opera del maestro e la corresponsione dell’alunno (ché ’n la mente m’è fitta, e or m’accora, /la cara e buona imagine paterna /di voi quando nel mondo ad ora ad ora/m’insegnavate come l’uom s’etterna, Inf., XV, vv. 82-85), per definire la labilità della vita e indicare quanto ogni primato sia effimero sulla terra (Non è il mondan romore altro ch’un fiato/di vento, ch’or vien quinci e or vien quindi, /e muta nome perché muta lato, Pg., XI., vv. 100-102), per immortalare la sua amicizia con Casella in un incontro e in un abbraccio memorabili (Io vidi una di lor trarresi avante /per abbracciarmi, con sì grande affetto, /che mosse me a far lo somigliante. /Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto! /tre volte dietro a lei le mani avvinsi, /e tante mi tornai con esse al petto. Pg., II, vv. 76-81), per definire lo sguardo della persona amata, compiaciuto e incoraggiante, e la sintonia con lei (quella udio/ pria ch’io parlassi, e arrisemi un cenno/che fece crescer l’ali al voler mio, Par., XV, vv. 70-72; Dentro a li occhi suoi ardeva un riso/ tal, ch’io pensai co’ miei toccar lo fondo/de la mia gloria e del mio paradiso, Par. XV, vv. 70-72). Per Beatrice non mancano innumerevoli altri esempi affinchè si comprenda che Dante è riuscito veramente in quanto auspicava nella “Vita Nuova”: io spero di dicer di lei quello che mai non fue detto d’alcuna. E per tante altre situazioni la Divina Commedia è una fonte insesauribile. Laddove più spesso l’Inferno attira per le coloriture più umane di personaggi ed episodi, sarebbe da consigliare ai ragazzi una esplorazione più convinta di Purgatorio e Paradiso e basterebbe ricordare loro come la fantasia dantesca abbia creato dolci figurazioni in questi due regni, con paesaggi -nel caso del Purgatorio- e con sfumature meravigliose di luce; nel caso del Paradiso anche con una celestiale musica fatta di note di eccezionale novità e qualità (“la novità di quel suono”, Par. I, v. 82) che, nascendo dall’accordo tra timbri e tonalità diverse (“temperi e discerni”, Par. I, v. 78), producono una sola meravigliosa armonia.

Per noi lettori adulti e già avvezzi alle storie e ai personaggi della Commedia, non manca il modo di percorrere sentieri nuovi, tra le parole di Dante. Un esempio può essere il complicato fascino degli ordinamenti danteschi e il concetto della realtà nel suo rapporto con la parola. Nel numero tendenzialmente infinito di relazioni possibili, ciascuna “cosa” ha un “nome”, che la esprime anche nella forma della relazione che essa intesse con l’altro da sé (se habet ad alium). Stupisce come Dante sia molto concreto anche quando con le parole parla dell’ineffabile, per lui la virtualità non supera mai la realtà e mai il detto è più importante dell’agito; questo ci interroga particolarmente. Innumerevoli altri spunti, dentro e fuori la nominazione, meritano attenzione: il segno e il suo cammino nel tempo (che dipendono dalla gradazione di esperienza e di libertà di ciascuno), la conquista della felicità, l’amore come relazione universale. Non ci si può immergere nelle profondità dantesche senza attingere qualcosa da possedere per sempre, da riportare in superficie come tesoro di un porto sepolto.

Si deve accogliere con favore ogni occasione per divulgare la poesia di Dante, anche con mezzi innovativi, sui media, sui social, con eventi e commemorazioni, con le idee nuove e creative dei giovani. Il Guttuso ci sarà. Nessuno dei lettori può pensare “risolto” il suo incontro con Dante, perché Dante anima interrogativi ed apre prospettive incessantemente. Quale sia il suo segreto non è dato sapere.