L’impegno sociale del Guttuso contro la violenza sulle donne: non c’è più tempo!


Non è tempo di torcere gli occhi da un’altra parte, non c’è più tempo! La violenza contro le donne si estende trasversalmente nelle classi sociali, e territorialmente nelle diverse parti d’Italia. Le cronache ne danno ampia testimonianza, ben 116 donne sono state assassinate nel nostro paese dall’inizio del 2016 ad oggi. Ce lo raccontano i nostri figli e i nostri studenti, ed è un vero allarme: la violenza di genere, spregevole violazione dei diritti umani, assume forza anche tra i giovani, inquinando la delicatezza dei primi rapporti amorosi. E’ difficile spiegarla, ancor più difficile fermarla. Pertanto, pur nella limitatezza di ogni parola e di ogni azione rivolta a trattare un tema così complesso, la scuola accoglie l’impegno, si muove accettando l’invito alla “partecipazione”. Perché è così che i ragazzi capiscono che la formazione è determinante, che su di loro si gioca, nel futuro, la ridefinizione, se necessaria, di ruoli e comportamenti nei rapporti tra uomo e donna. Siamo partiti dai racconti, dai dibattiti: incapacità di parlare, di rispondere durante le discussioni, urla, offese, minacce, ingiurie, parolacce… mani alzate… e uomini che ammazzano le loro compagne, le madri dei loro figli.
Sulla violenza di genere i giovani devono essere informati, riflettere, esprimere quello che capiscono e che provano. Al Liceo “Guttuso” c’è sempre spazio per esprimersi, con i modi più creativi, e anche stavolta lo si è fatto sotto la sapiente guida dei docenti, particolarmente dei professori delle materie di progettazione e dei laboratori di indirizzo, in tutte le sedi. Con sinergia, con cuore.
Quest’anno la scuola sposa un’interessante iniziativa della Croce Rossa Italiana Comitato di Milazzo-Isole Eolie rivolta a sensibilizzare la cittadinanza sul rispetto della donna. In abbinamento all’evento ad essa correlato, previsto in Via Giacomo Medici a Milazzo il 25 novembre, a partire dalle ore 18,30 è stata proposta agli studenti del liceo la creazione/decorazione di una “scarpa”.
E’ noto a molti che le scarpe rosse furono scelte per la prima volta nel 2009, come oggetto simbolico denotante eleganza e delicatezza, dall’artista messicana Elina Chauvet, che con un’installazione volle manifestare la propria solidarietà verso le donne violentate e uccise.

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Le prime 33 paia di scarpe rosse, allora, nel 2009, diedero vita al progetto ”Zapatos Rojos” a Juárez, città di frontiera al nord del Messico, la “città che divora le sue figlie”, così si disse, perché troppi stupri e omicidi di donne rimanevano impuniti sotto la scorta di una arretrata cultura maschilista.
Gli allievi del liceo porteranno i loro lavori fuori dalla scuola, nel salotto bello di Milazzo, a Via Giacomo Medici. Si sono impegnati nella realizzazione di diversi manufatti artistici, tra i quali si segnalano scarpe di ogni foggia variamente colorate e ornate con scritte e inserti, che traducono con sensibilità, le dolorose storie di donne spente nella loro speranza di futuro da uomini che avevano amato. Una originale creazione è un pannello materico intitolato “Non c’è più tempo”. Così si legge nella relazione che lo accompagna: “Frammenti che celano una storia di orrori durata troppo tempo, una storia che siamo stanchi di raccontare. Frammenti che coincidono con trame, storie di donne violentate e costrette a non intaccare l’onore della famiglia. I colori della terra e dell’identità femminile celano le ferite di un Fiore decontestualizzato simbolo di un femminicidio che non ha tempo, né barriere geografiche. Dai segni infantili si levano gemiti di dolore e sgorga ancora sangue. Non c’è più tempo: Ascoltiamo il loro silenzio! Un equilibrio si è rotto, infranto fino a diventare un grido universale. La violenza è anche una forma di maltrattamento psicologico “invisibile” verso i minori, la famiglia e la società tutta. L’opera vuole guidare l’osservatore verso un crescendo emotivo che non chiede compassione ma RESPONSABILITÀ”.
Ecco, la parola chiave per tutti noi, anche in questo caso, è responsabilità: nessuno si sottragga alla sua.


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